Blog. Le attività dell' IC Sacco.

OPERAZIONE “SALVIAMO IL MONDO”

Siamo gli alunni della 2E della scuola media dell’Istituto IC Sacco di Fossano e vogliamo condividere con voi alcune importanti tematiche affrontate durante le ore di Educazione civica.
La questione ci interessa e ci coinvolge molto perché riguarda ragazzi e bambini che hanno pressoché la nostra età ai quali, però, sono negati i diritti all’istruzione, alla salute, alla libertà… infatti parliamo di bambini di paesi poveri impiegati come forza lavoro dalle grandi imprese; imprese che, per raggiungere i loro obiettivi, i grandi profitti, sfruttano, oltre ai minori, i territori e le risorse naturali che inevitabilmente si stanno esaurendo.
Il tema dell’ambiente è molto complesso in quanto poiché i territori e le risorse non solo vengono sfruttati, ma anche inquinati a causa dei metodi di produzione e dei trasporti.
Ora vi spiegheremo meglio le tematiche.

… PER UN PUGNO DI CACAO!
Secondo le recenti stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), sono ancora 152 milioni i bambini vittime di lavoro minorile.
Metà di essi sono costretti ad attività di lavoro pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e il loro sviluppo morale.
Il fenomeno del lavoro minorile è concentrato soprattutto nelle aree più povere del pianeta, in quanto sottoprodotto della povertà, che contribuisce anche a riprodurre.
Tuttavia, non mancano casi di bambini lavoratori anche nelle aree marginali del Nord del mondo.
Questi bambini spesso vivono in contesti colpiti dalla guerre e dai disastri naturali nei quali lottano per sopravvivere, rovistando nelle macerie o lavorando per strada.
Lo sfruttamento minorile è conseguenza della povertà. Le famiglie non ricevono aiuti dallo Stato e devono chiedere la collaborazione di tutti i componenti della famiglia, anche dei più piccoli, per poter sopravvivere.
La convenzione ONU sui diritti umani dell'infanzia riconosce il diritto di ogni bambino ad essere protetto contro ogni forma di sfruttamento e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi per la sua salute.
Secondo uno studio della NORC (National Opinion Research Center) la raccolta del cacao si poggerebbe in larga parte sul lavoro minorile: bambini che hanno un'età compresa tra i 5 e i 17 anni.
Secondo l'UNICEF sono soprattutto le bambine dai 5 ai 14 anni che si occupano di lavori domestici non pagati; tra le altre attività non retribuite svolte dalle fanciulle vi sono la raccolta della legna e l’ approvvigionamento dell'acqua.
Alcuni dei problemi maggiori sono i rischi per la salute. La quasi totalità della manodopera minorile sarebbe infatti coinvolta in quello che l’Organizzazione mondiale del lavoro definisce “lavoro pericoloso”. Questo comporta l’impiego di attrezzi taglienti, il trasporto di carichi pesanti, il lavoro notturno e l’esposizione ad agenti chimici dannosi alla salute. Nella Giornata Mondiale contro il lavoro minorile del 2020, il simbolo è stato Zohra, una bambina pakistana proveniente da una famiglia poverissima.
A 8 anni Zhora lavorava come domestica presso una coppia benestante del suo paese e il 31 maggio 2020 è morta in seguito alle percosse dei suoi datori di lavoro.
La sua colpa, probabilmente, è stata di aver liberato dalla gabbia una coppia di pappagalli.
Perché non si ripetano più certe tragedie, le Nazioni Unite hanno proclamato il 12 giugno “Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile”.
Come Zohra, nel mondo, ci sono milioni di bambine e bambini costretti a lavorare, sfruttati e a volte torturati e uccisi.
Allora per diminuire lo sfruttamento minorile possiamo fare qualcosa? Questa è una domanda che dovremmo porci tutti! La risposta è sì, perché se ognuno, nel suo piccolo, si impegna a comprare prodotti di marche che non nascondono sfruttamento, possiamo aiutare milioni di bambini e persone!

UOMO: LEADER MONDIALE DELLA PLASTICA!
Riguardo al tema dell’ambiente invece ci siamo occupati maggiormente del suo sfruttamento e inquinamento da parte delle aziende produttrici.
L’inquinamento riguarda tutti gli stati, tutti gli esseri umani.
Oltre mezzo miliardo di bambini vive in aree colpite da continue inondazioni e quasi centosessanta milioni di bambini vivono in zone che soffrono di siccità elevata. La loro sopravvivenza e qualità di vita risentono pesantemente delle condizioni climatiche, che spesso li spingono a lavorare, per far fronte all'impoverimento della famiglia, o a migrare.
Quando pensiamo all’inquinamento facciamo riferimento a vari agenti inquinanti a causa dell’attività dell’uomo. Le sostanze inquinanti alterano l’ambiente e, quindi, il suolo, l’acqua, l’aria e le condizioni climatiche: l’inquinamento può essere infatti atmosferico, idrico, acustico.
Le principali cause di inquinamento atmosferico sono gli scarichi rilasciati dalle aziende, dai mezzi di trasporto ma anche dalle case.
L’inquinamento acustico è causato soprattutto da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. Questo può avvenire sia nelle grandi città sia negli ambienti naturali.
Molto spesso i rifiuti vengono gettati nei mari, senza pensare alle conseguenze che essi possono causare alle creature che vivono nei fondali marini.
Anche l'inquinamento del suolo non è da sottovalutare perché altera il clima e l'equilibrio di ogni ecosistema.
Un altro problema ambientale è legato al disboscamento. I boschi infatti vengono abbattuti per costruire nuove fabbriche e per coltivare nuovi campi, soprattutto di cacao, in cui, come vi abbiamo spiegato prima, vengono sfruttati oltre due milioni di bambini.
Anche l'inquinamento del suolo non è da sottovalutare perché altera il clima e l'equilibrio di ogni ecosistema
Tante persone e aziende nel mondo, in questo momento, senza rispettare le regole, stanno producendo e buttando i loro rifiuti e i loro scarti in maniera incontrollata. La domanda è: “Possiamo fare qualcosa per questa situazione?”
La risposta è sì: se noi ogni giorno seguiamo le stesse regole, senza buttare spazzatura per terra o nel mare e ricicliamo i nostri rifiuti allora possiamo, ad esempio, diminuire la presenza della plastica nel mondo. Tante fabbriche come la Coca cola o la Nestlé buttano tonnellate di plastica negli oceani.
Quotidianamente ognuno di noi si deve impegnare maggiormente nella raccolta differenziata. Come facciamo a diminuire il volume dei nostri rifiuti?
Vi proponiamo alcune idee facilmente attuabili.
Per prima cosa è necessario ridurre l’uso di bottiglie di plastica (usando borracce di alluminio), scegliere cannucce, bicchieri e piatti usa e getta compostabili, comprare borse della spesa riutilizzabili, utilizzare detersivi sfusi e conservare i contenitori di vetro.
In questo modo si ridurrà notevolmente la massa di rifiuti da smaltire e verrà frenato
lo sfruttamento di preziose risorse naturali.
Un altro esempio per diminuire l’inquinamento è la rimozione dei prodotti chimici dall’agricoltura. E’ proprio per questo che nasce l’agricoltura biologica: l’agricoltura biologica è una tecnica di coltivazione e un modo di produrre cibo che rispetta i cicli di vita naturali.
Con questo metodo di coltivazione i pesticidi chimici, i fertilizzanti sintetici, gli antibiotici e altre sostanze sono soggette a grandi restrizioni. Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono vietati.
Dal 1991 l’agricoltura biologica è disciplinata dall’Unione Europea, che stabilisce le regole da rispettare e i criteri di coltivazione. In base alle direttive europee, sono riconosciuti come biologici solo i prodotti sottoposti ad accurati controlli.
A tale scopo sono nati gli organismi di controllo, enti privati che hanno il compito di verificare che i produttori applichino effettivamente le direttive UE.
Nell' agricoltura biologica si usano tecniche come l’utilizzo degli insetti utili: si tratta di insetti antagonisti che hanno la capacità di contenere e controllare in modo naturale l' azione di insetti parassiti dannosi per le colture.
Inoltre si scelgono piante rustiche, più resistenti; si pratica la pacciamatura, che consiste nel coprire il terreno con fieno o erba fresca per proteggerlo dagli sbalzi termici e ostacolare la crescita delle erbe infestanti; si utilizza il sovescio, ossia la semina di alcune piante (trifoglio, veccia, crescione, valerianella, spinaci, colza e così via) che, una volta fiorite, vengono interrate per fertilizzare il terreno e proteggerlo dall’erosione; si pratica la rotazione delle colture, che consiste nell’alternare la coltivazione di piante che migliorano la fertilità del terreno, ad esempio arricchendolo di azoto, con piante che lo impoveriscono, sottraendo elementi nutritivi; si utilizzano letame e concimi organici come il compost, una miscela di terra, resti vegetali, cenere di legna e quant’altro esista nell’azienda di biodegradabile e non inquinato.
Nell'azienda della mamma di un nostro compagno, ad esempio, si utilizza una tecnica di semina chiamata semina su sodo che consiste nel seminare mais o altre colture senza smuovere il terreno o utilizzando una mini lavorazione cioè un’aratura a 15 cm detta anche lavorazione con erpice, diminuendo così le emissioni di anidride carbonica… tutto ciò per inquinare di meno!
In Cina, per esempio, per cercare di diminuire la plastica, è stata creata una legge secondo cui il paese non può più ricevere la plastica da altri paesi: infatti, fino a poco tempo fa al contrario, i Cinesi si facevano pagare per raccogliere la plastica e smaltirla.
Purtroppo questi problemi persistono da molti anni e la gente non ne è venuta ancora realmente a conoscenza, dato che queste multinazionali pagano molti soldi affinché la notizia non si diffonda. Inoltre molti stati economicamente avvantaggiati non fanno assolutamente niente per fermare questo sfregio ambientale e questi sfruttamenti dato che le multinazionali pagano molto bene, ma soprattutto a livello politico non vi è la volontà di fermare queste ingiustizie.
In conclusione sia per quanto riguarda il tema dello sfruttamento del lavoro minorile, sia per quanto riguarda quello dell’ambiente, crediamo che sia quasi impossibile cambiare le cose in grande.
Il sistema è molto complesso ma la cosa che più emerge agli occhi di noi ragazzi è una grande sofferenza dei bambini meno fortunati di noi che tutti i giorni rischiano la vita a causa di duro lavoro e condizioni ambientali disastrose.
Crediamo sia giusto parlarne per non rimanere indifferenti a quanto succede e, nel nostro piccolo, fare attenzione ogni giorno a cosa compriamo e a come trattiamo l’ambiente.
Vi salutiamo e vi ringraziamo sperando che dopo aver letto questo articolo anche voi cercherete di fare qualcosa per migliorare il mondo!

I ragazzi della classe 2^E della Scuola Secondaria dell’IC SACCO

A.S. 2020/21 – Progetto interdisciplinare di Educazione Civica

 

Ecco il link al video: https://drive.google.com/file/d/1xKlrBKe2C4PGKUtMUJnsizO01YoeFk3v/view?usp=sharing